Camminare ䷉履
Scarpa, marciare su, marciare sui passi di qualcuno, buona fortuna, possibilità, compiere, praticare, rito, condotta
L’ideogramma è formato da un gruppo complesso di segni l’analisi del quale è ancora molto controversa. Della sua forma attuale, che combina uno dei caratteri che significa corpo e l’ideogramma che da nome all’esagramma 24 Fu ritorno, non può essere tentata alcuna spiegazione poiché è il risultato di amalgama e di modificazioni oscure. Usato tutt’oggi, il senso più generale di questo ideogramma è scarpa, calzatura. Lo troviamo, per esempio, in un proverbio usato per prendersi gioco delle misure inadeguate: tarpare i piedi per adattarli alla calzatura. Dall’oggetto che serve alla marcia e venuto a significare marciare e in particolare marciare su qualcosa. In senso figurato, a partire dall’idea di mettersi in viaggio perché si è stati inviati in missione, ha preso il significato di compiere un dovere, fare onore ai propri compiti. Associato con il carattere che significa vita, forma un’espressione che significa letteralmente marcia della vita, corso della vita, che è impiegato ai nostri giorni per rendere in cinese l’espressione occidentale curriculum vitae. La storia, quindi, delle tappe che si sono compiute in un percorso formativo e lavorativo. Tuttavia, la sua grafia più antica fu equivalente al carattere rito, significato che resta ancor oggi uno dei suoi sensi derivati. La relazione tra il piede ed il rito che si trova ancor oggi nei termini marcia procedimento, e processo, si manifesta a tre livelli nella cultura cinese. Il primo è quello spirituale: nelle cerimonie del culto degli antenati, la venuta del defunto in mezzo ai suoi parenti, radunati in suo nome, è concretizzata dall’impronta del suo piede che, si ritiene, appaia sulle ceneri dei bastoncini d’incenso accesi in suo onore e posti su di un piatto. Il secondo è di carattere sociale: il kou tou, la grande prosternazione rituale con la fronte che tocca al suolo tre volte, che si fa davanti ai piedi di un superiore e, in particolare, ai piedi dell’imperatore. Il terzo di carattere relazionale: il piede ha un posto predominante nella sessualità cinese. Se il bendaggio dei piedi ne fu la manifestazione più rivoltante, questa importanza si manifesta, anche e inoltre, attraverso un numero di leggende che racconta delle fecondazioni straordinarie operate tramite il piede. La madre di Fu Xi, per esempio, fu messa incinta dell’ autore dello Yijing mentre, camminando, posava semplicemente il piede sull’impronta di un passo di un dio dragone. Riti e procedimenti legati attraverso la scrittura, e le storie che essa racconta, lo sono anche attraverso lo Yijing. Ogni volta che il nome di questo esagramma appare nel testo canonico è nella prima linea, livello dove si ritrova l’immagine del piede, come se a questo stadio si sperimentasse la base di una buona condotta. Il solo luogo dove il nome dell’esagramma 10 è menzionato fuori dal testo canonico è, ugualmente, la sola volta dove il carattere rito è impiegato (vedi 34 Da Zhuang Grande Forza). Infine è importante considerare che, nel testo dello Yijing su seta trovato a Ma Wang Dui, il nome dell’esagramma 10 fu scritto con il carattere che significa riti.
Lu Tuan
履虎尾 Lu hu wei – Camminare sulla coda della tigre
不咥人 bu xi ren – non morde la persona
亨 heng – fluido
La tigre è, in primo luogo, associata alla forza, persino alla ferocia dei re e dei potenti. Nella simbologia cinese essa è il re degli animali e simbolo di coraggio, equivalente del leone nell’immaginario di altri paesi. Essa è l’animale dell’estremo yang che protegge dai demoni dell’estremo yin. In opposizione al drago che sorge dalla profondità in primavera, ed è per analogia verde, la tigre bianca è l’immagine dell’energia che affonda nella terra in autunno. Allora la tigre viene a rappresentare un aspetto particolare della forza: quella che con grande potenza sta accucciata all’interno di ciascuno di noi sotto forma di sessualità, desiderio o istinto che si può risvegliare bruscamente. Il rischio è quello di lasciarsi trasportare dall’ardore della passione. Perciò occorre tracciare il proprio sentiero passo dopo passo rispettando un ordine che sia fissato all’interno di sé. Nel corso del testo compaiono tutte le attitudini delle tre sostanze San chi : la terra, l’essere umano e il cielo. Istinti naturali e pulsioni a livello della terra (le prime due linee), incontro con la tigre e i suoi portati simbolici a livello dell’essere umano, determinazione e acutezza di sguardo a livello del cielo. Occorre, quindi, usare pienamente ogni livello, comportandosi prudentemente con lo sguardo penetrante della tigre e con il suo passo morbido e armonico. Tutto ciò permette di evitare le trappole, anche quando il terreno ne è pieno. Se ci abbandoniamo all’immaginazione e alla fantasia possiamo visualizzare un’apertura a livello di quella modalità energetica della mente che, traendo forza da una radice corporea ben piantata a terra, è in grado di ordinare e reggere tutta l’energia che è possibile cogliere nell’universo circostante. La morbidezza, la forza, la disciplina della pratica, si raccolgono nel Dan Tian, luogo metaforico di ogni inizio alchemico, al fine di fare da base ad un movimento forte esternamente e ben radicato internamente.
Le linee
9 all’inizio
素履 su Lu Semplice camminare
往无咎 wang wu jiu andare senza danno
Siamo all’inizio dell’esagramma e, come sempre, la situazione potrebbe rivelarsi difficile e pericolosa. Il richiamo, quindi, è a un procedere semplice e pulito. Il carattere Su rappresenta un pezzo di seta grezza, bianca ( il bianco è il colore del lutto, tra l’altro). Non è il momento di clamori o processioni pompose, piuttosto occorre rifarsi allo stato naturale per guardare al futuro (wang lasciar andare ciò che è passato) con sguardo autonomo (la linea non è in relazione con alcuna altra posizione nell’esagramma), senza inquietudine né attaccamenti.
9 al secondo
履道坦坦 Lu dao tan tan Camminare un cammino con fare accomodante
幽人貞吉 you ren zhen ji il solitario (l’eremita) è corretto e favorevole
Stare nell’ombra, lontano dal clamore, adattarsi alla situazione non significa non fare nulla o non dover affrontare delle e difficoltà. Questa seconda linea, la prima yin, nel suo mutare in yang, e per la sua vicinanza con la terza linea di passaggio, yin in una posizione delicata e non consona, evoca un consiglio al ritirarsi per osservare da lontano le forze istintive e dinamiche che pervadono il senso del Camminare. Stare in disparte e non mescolarsi, tiene al riparo da ciò che è privo di misura e potenzialmente esplosivo.
6 al terzo
眇能視 miao neng shi Un guercio è capace di esaminare
跛能履 bo neng Lu uno zoppo è capace di camminare
履虎尾 Lu hu wei camminare sulla coda della tigre
咥人凶 die ren xiong azzanna le persone insidia
武人為 wu ren wei comportarsi con fare guerriero
于大君 yu da jun rivolgersi all’uomo di grande rispetto
Una linea yin in posizione dispari e, per di più, al livello cruciale di passaggio tra interno e esterno. Siamo al primo tratto del livello umano dove l’influenza della terra, e dei suoi effluvi pulsionali, è particolarmente forte. Può un guercio esaminare correttamente? E uno zoppo camminare deciso? L’insidia che è insita in un fare aggressivo, in un mondo culturale in cui la figura dell’eroe guerriero non occupa la valenza simbolica preponderante che, invece, ha nel mondo indo-europeo qui si manifesta. Camminare significa muoversi in armonia evitando gli ostacoli o superandoli in quel flusso delle cose che non abbatte mai se stesso e l’altro. Quando, invece, l’istinto della regina degli animali, la tigre, azzanna il nostro cuore, ecco che emerge un modo di fare che, comunque, i cinesi non amano. Essi sono un popolo pacifico e non portato alla conquista. La loro anima non è marziale, i loro grandi eroi non sono guerrieri[1] (vd Yijing traduzione e commento di C. Javary e P. Faure ed. Albin Michel, Parigi 2002 p. 201) ed essi non ricorrono alle armi se non per respingere, non sempre con successo, le invasioni dei barbari del nord. Questa è, a mio parere, una delle linee più difficili da comprendere per noi occidentali, abituati a considerare il re un’espressione di valore militare e di capacità di conquista, piuttosto che un civilizzatore pacifico capace di organizzare la vita dei sudditi. Migliaia di anni e il peso di un potente karma pesano sulle nostre spalle. Ma, forse, questo è proprio il senso più profondo che ci fa affrontare un testo come lo Yijing, il Libro, che ci apre le porte di un altro mondo.
9 al quarto
履虎尾 Lu hu wei Camminare sulla coda della tigre
愬愬 su su calunnia, calunnia
終吉 zhong ji alla fine di un ciclo apertura
Siamo al secondo livello che riguarda l’essere umano, in una posizione pari troviamo una linea yang. La posizione del Ministro è molto delicata e camminare sulla coda della tigre un esercizio pericoloso. La calunnia è un rischio che occorre evitare, ovvero a cui occorre opporsi con forza. Questa è la duplice strategia che si propone ora. Il sostegno dello yang non manca e i pericoli, alla fine saranno evitati o superati, sempre che il cammino sia armonico e prudente, tema principale di tutto l’esagramma.
9 al quinto
夬履 Guai Lu Risoluto camminare
貞厲 zhen li corretto (affrontare) un’avversità
La quinta linea è quella del Sovrano. Essa è, in questo caso, yang in mezzo a due altre linee solide. La risolutezza è la qualità che occorre per affrontare situazioni difficili e avversità. Il fatto che questa linea si ammorbidisca ci suggerisce, però, di opporsi alle avversità senza che lo yang diventi sovrabbondante. Come sempre nello Yijing troviamo il richiamo alla morbidezza e alla capacità di governare e armonizzare l’impeto da cui una tigre, un re, e le nostre funzioni intellettuali possono essere travolti.
9 in alto
視履 shi Lu Esaminare il camminare
考祥 kao xiang ricercare i presagi
其旋 qi xuan riguardo alle proprie orbite
元吉 yuan ji l’originario (è ) favorevole
Il carattere xuan indica etimologicamente un piede in movimento circolare attorno a un perno. Durante la dinastia Han occidentale nel 52 a.C. circa, furono costruiti i primi globi celesti detti xuan ji. Il primo globo celeste azionato a acqua fu costruito, più tardi durante la dinastia Han orientale dall’astronomo Zhang Heng. Il senso a cui si fa riferimento qui è quello di un turbine energetico, un circolo, che riguarda l’individuo in connessione con il cielo che gli appartiene, quindi qualcosa che ha a che fare con la situazione astrologica e, ovviamente, astronomica che trasmette la sua energia nei mutamenti continui, nelle orbite che il qi percorre durante la vita.
Per di più ci troviamo alla sesta linea dove usualmente avviene un’inversione, un capovolgimento della situazione. Questa linea è in corrispondenza con la solo linea yin presente nella struttura energetica di questo archetipo e ci conduce al di là di quella tensione dinamica che ha caratterizzato tutto il percorso lineare dell’esagramma. Esaminare il percorso, ricercare i segni e indagarli, fare riferimento al proprio cielo e incontrare favorevolmente l’originario, cioè ciò che è naturalmente autentico in sé, questi sono i consigli che permetteranno nuovi inizi.
Lu Xiang
上天下澤 Shang tian xia ze – Sopra il cielo sotto lo specchio d’acqua
履 Lu – Camminare
君子以 jun zi yi – il maestro interiore usa
辨上下 bian shang xia – discriminare il sopra e il sotto
安民志 (an) ding min zhi – per sistemare la volontà della massa
La caratteristica principale della situazione consiste nel tracciare un sentiero, nell’aprire una strada. Una situazione esterna in cui si manifesta con decisione la potenzialità del Cielo, rappresentata dal trigramma superiore Qian, deve trovare all’interno una corrispondenza che stabilizzi e tranquillizzi. La struttura della figura, con la predominanza dei suoi tratti yang, esprime un fattore di impetuosità vividamente reattiva, male equilibrata da un solo tratto yin posto in terza posizione. Tale posizione rappresenta il passaggio tra l’interiore e l’esteriore. Nel momento in cui avviene il passaggio tra una forza piena di possanza, e in questo senso potenzialmente pericolosa, e l’interiorità, individuale o collettiva che sia, il rischio potrebbe essere quello di essere vinti dall’arroganza e dall’impetuosità. In tal senso si potrebbe essere pericolosamente sradicati da fattori esterni in cui il luminoso si manifesta nelle sue funzioni archetipiche. Occorre essere, quindi, estremamente circospetti rispetto ai propri comportamenti e dare grande importanza alla forma e alla pulizia. Tra i vari significati dell’ideogramma Lu, spicca quello di rito, condotta. Proprio attraverso l’ordine pulito di una dimensione rituale sarà, quindi, possibile gestire i propri comportamenti in maniera da adempiere a quella relazione armonica tra interno e esterno, tra microcosmo e macrocosmo, tra individualità e collettività, che è alla base del pensiero filosofico cinese e mistico in generale. Risulta, così, di estremo interesse il simbolo che si manifesta nell’immagine che è, come vedremo, la tigre.
[1] vd. Yijing traduzione e commento di C. Javary e P. Faure ed. Albin Michel, Parigi 2002 p. 201