Il nascosto
La Sapienza dice:
Shan xia chu quan – Sotto la montagna sgorga acqua sorgiva
meng – il nascosto
jun zi yi – il discepolo del Dao usa
guo xing – il frutto ( il risultato) del movimento
yu de – per coltivare la capacità di seguire il Dao
Il quarto esagramma è composto, nella parte inferiore, dal trigramma Kan che ha il duplice significato di qualcosa di pericoloso, critico, rischioso, e, nel contempo, dinamizzante e fluido. Tale è la situazione all’inizio di un ciclo, tali sono i primi momenti della creazione, quando lo yin e lo yang, che si sono incontrati alle porte dei Cieli, anteriore e posteriore, cominciano ad agire sul piano della realtà empirica e manifesta. Il trigramma superiore, Ken, l’arresto, il monte, indica qualcosa che è difficile da superare e che, nel contempo, indica un confine, un ostacolo, qualcosa che costringe a fermarsi poiché è duro, ostinato, perverso. L’unione di questi due trigrammi, chiamata anche il giovane folle, esprime l’esistenza di cose nascoste ancora coperte perché immature. La follia giovanile se, da un lato, presenta il limite dell’inesperienza e della mancanza di organizzazione, rappresenta, anche, l’impetuosità e le potenzialità, appunto giovanili, che, canalizzate attraverso un’educazione possono condurre ad una fecondità futura. Occorrerà accettare delle regole e sperimentare dei contrattempi, vivere un tempo di transizione che permetta il passaggio del potere da un vecchio maestro depositario della saggezza a un giovane allievo che ne erediterà la conoscenza, ma non senza aver prima compiuto un cammino di esperienza. L’esagramma presenta una maggioranza di tratti yin che sta qui a significare, come in altri luoghi, una grande ricettività. I due tratti yang rappresentano, alla II e alla VI posizione, l’allievo e il maestro nel loro rapporto dinamico. L’azione che è rappresentata da questo esagramma è soprattutto lo stato di copertura, cioè una situazione, come abbiamo detto, in cui tutte le potenzialità, pur essendo nascoste, coperte da una pericolosa inesperienza, possono crescere e maturare nel momento in cui il maestro e l’allievo trovino quell’ accordo armonico tra loro che, solo, permette il passaggio della conoscenza. Il rapporto tra allievo e maestro deve essere necessariamente circondato da morbidezza, da spazio, da un legame affettuoso che uscendo dalla tipicità edipica di un rapporto semplicemente filiale di insegnamento, trovi forme e vie di espressione dettate non da fallicità e prevalenza, ma da amore e fiducia. Ciò nonostante il maestro dà delle regole che l’allievo deve accettare e che il maestro riceve a sua volta dall’allievo: il senso del suo superamento e della sua mortalità. Solo l’allievo che supera il maestro può diventare a sua volta maestro di se stesso. La delicatezza con cui questa copertura viene descritta ci appare di una raffinatezza inaudita; la dolcezza, la scoperta dalle regole precise che il maestro trasmette all’allievo, dovrebbe essere alla base e all’inizio di ogni rapporto educativo, di ogni paideia, di ogni pedagogia.
E’ curioso come nell’immagine dell’esagramma compaia un’allusione alla pratica della consultazione dello YYi Ching, come se il maestro fosse il libro e l’allievo colui che lo consulta. Colui che interroga lo YYi Ching non deve comportarsi come un giovane folle, ma come colui che si avvicini ad un maestro venerabile, deve disporsi ad apprendere e a lasciar maturare dentro di sé le indicazioni del testo piuttosto che interrogare incessantemente.
L’Immagine dell’esagramma recita:
Meng – Il nascosto
heng – fluire
fei wo qiu – in nessun modo io cerco
tong meng – il giovane nascosto (il nascosto nel giovane?)
tong meng – il giovane nascosto
qiu wo – cerca me
chu shi gao – all’inizio pratica la divinazione con i bastoncini di millefoglio e ottiene una informazione
zai san du – ripetutamente confonde
du ze bu gao – e di conseguenza ripetutamente si confonde e non ottiene informazioni
li zhen – armoniose e corrette
Agire come un giovane folle non è necessariamente totalmente negativo. Lo slancio vitale che la giovinezza porta con sé è tale che permette di riuscire laddove la prudenza dell’età suggerirebbe la rinuncia. Nel confidare, però, nell’ardore giovanile, occorre guardarsi dall’errore di non tener conto dei consigli. Il libro che diviene maestro, se interrogato, ripetutamente nega il suo utile responso poiché significa che chi interroga non ascolta la risposta. Ciò deve farci riflettere sul fatto che difficilmente troveremo una risposta dello YYi Ching comoda e piacevole, ciò è normale. Occorre che colui che interroga faccia il suo cammino per avvicinarsi a ciò che è nella sua prospettiva e che risuona con la sua energia. Un buon maestro oltre ad insegnare incita e offre un sapere che sia utilizzabile. Sempre, però, occorre un tempo di decantazione e una costanza di applicazione per far sì che un insegnamento risulti fecondo. Straordinariamente in questo esagramma avviene una sorta di corto circuito dove il libro risponde descrivendo se stesso e l’opportunità stessa della sua consultazione. Spesso, quando si genera questo esagramma, occorrerà chiedersi se la domanda posta ha senso d’essere. Rappresentando se stesso, allora, il libro consiglia di non usarlo intempestivamente e di smettere di comportarsi come un giovane folle. Se ci lasciamo andare all’immaginazione possiamo dire: arco teso pronto a scoccare la freccia, inizia un processo educativo.