Il dubitare, esitare ䷄需
6595 necessario, il necessario, aver bisogno, richiedere, reclamare, essere ritardato dalla pioggia, attendere, esitare, tergiversare.
L’ideogramma è composto da due elementi. In basso un gruppo complesso la cui forma attuale è un carattere che rende un’idea di consequenzialità ma, nella forma originale, rappresenta una pianta che si sviluppa, di volta in volta, sotto il suolo, attraverso le sue radici e, al di sopra, attraverso i suoi steli, i quali sono accennati, qui, dal secondo elemento. In alto si trova il carattere generale della pioggia. Il senso dell’ideogramma, nel suo complesso, partendo dalle sue componenti si sviluppa su due assi: prima di tutto l’ idea di necessità e bisogno. Innanzitutto, si consideri il fatto che la pioggia – l’ ideogramma che la indica è contenuto nella struttura del nostro – è necessaria allo sviluppo delle piante. In seguito, sorge l’idea che la stessa pioggia può ritardare, costringere all’attesa, far esitare, da dove l’esagramma 5 Xu ha preso il suo nome. Nella lingua letteraria il senso d’attesa reso dall’ideogramma si è evoluto fino al concetto di esitazione, che si può provare nello uscire all’aperto quando la pioggia cada troppo forte. Nella lingua scritta, parimenti, questa parola può essere impiegata come equivalente di un altro carattere omofono che significa barba. Contestualmente, occorre considerare che il gesto di accarezzare la propria barba è, nella gestualità, dell’opera di Pechino, sinonimo di attenzione e riflessione. Due composti, infine, meritano di essere segnalati. Combinato con il segno dell’essere umano, questo ideogramma, forma un carattere che, a partire dal senso di coloro che sanno attendere, diventerà uno dei nomi dei letterati confuciani. Combinato con il segno dell’acqua esso formerà un carattere che avrà il senso di imbibito, untuoso, impregnato, lento, tardo, paziente. Tutte queste connotazioni di fecondità risuonano particolarmente nel contesto di questo esagramma. L’archetipo in relazione al nome dell’esagramma è l’aspettare con esitazione e dubbio. Tale funzione quasi costringe a mettere la mente al servizio di un pensare che risolva la situazione, in maniera a volte ostinata e contraria.
Xu Tuan
需 Xu –Il dubitare
有孚 you fu – aver corrispondenza ( tra interno e esterno, forma e sostanza)
光亨 guang heng – magnificenza (onore) nel fluire
貞吉 zhen ji – correttezza favorevole
利涉大川 li she da chuan – armonioso attraversare il grande corso d’acqua
Il dubbio è, certamente, uno dei grandi temi presenti nel pensiero filosofico sviluppato dalle diverse culture tradizionali. Soprattutto è importante superarlo. Però, proprio perché deve essere superato, esso rappresenta un momento in cui è possibile rafforzare le basi su cui si fonda la propria intenzione e chiarezza. Potremmo approcciare questo tema in svariate maniere e, sul dubbio, sono state scritte innumerevoli pagine. Qui, ci appare opportuno un discorso che riguardi la Via.
Quando ognuno di noi diviene cosciente, cioè viene a conoscere, si accorge, del disagio che l’infinito oceano di veleno che il samsara è, nel suo manifestarsi. Proprio tale disagio preme sull’individuo affinché trovi una Via di risoluzione al dolore che, inevitabile, il divenire samsarico, stabilisce. Il vivere appartenendo al mondo diviene contestualmente difficile, doloroso, insopportabile a tal punto che cominciamo a dubitare che questa sia l’unica scelta possibile. Ecco che il dubbio si presenta come elemento positivo che spinge alla ricerca di una soluzione alle trappole della religione, del successo-possesso, della brama dei sensi. Il dubbio che la vita samsarica sia l’unica possibilità di esistenza si fa spazio nell’individuo e lo incammina verso la liberazione. E’ chiaro che si devono verificare tutta una serie di condizioni karmiche, dato che il karma è la legge che governa il samsara, necessarie alla individuazione del sentiero. Se ciò non accade il modello samsarico avvince l’individuo che, con più o meno successo, si attacca alle mete della santità, del potere, del piacere. Quando sia stata possibile, grazie a una situazione karmicamente favorevole (in linea di massima l’incontro con una forma di maestro incarnato), l’esperienza della base, essenzialmente libera, della mente, che, in principio, è un’intuizione che dura pochi istanti, ma, per così dire, lascia il segno, allora inizia un tratto del percorso, che in certe tradizioni viene chiamato “superamento del dubbio”. La conoscenza della natura illusoria del samsara è stata raggiunta, ma il dubbio continua a lavorare all’interno dell’elaborazione individuale poiché il riconoscimento della vera natura essenziale dell’essere, di cui l’individuo non è che una parte, non è ancora stata realizzata. Quando siamo in questa parte del cammino viviamo, con alternanti momenti, le due facce del dubbio. Da una parte l’atteggiamento dubbioso che mina ogni certezza e attira verso il samsara, che almeno sembrava offrire un certo grado di concretezza e mete apparentemente precise e preziose per l’Io. Dall’altra, nei momenti in cui la conoscenza si consolida in consapevolezza, il dubbio diviene l’occasione per mettere in discussione proprio quei comportamenti che, karmicamente, non fanno che rinforzare il senso di io e mio. Se il lavoro su di sé, il percorrere la Via, si rafforza trovando corrispondenza tra interno ed esterno, magnificenza nel fluire, correttezza favorevole, allora la consapevolezza stabilizzata diviene chiarezza, il dubbio è superato e la mente si stabilizza nella bodhi. La bodhicitta, sorge come un’aurora inarrestabile che preannuncia la luce splendente del sole. Il riconoscimento di sé, della natura intrinsecamente libera della mente, della Tathata[1], diviene uno stato permanente e il sentiero, dopo esser fiorito nella sua completa bellezza e chiarezza, diviene il frutto, comunque presente, da sempre, nel seme.
Così il dubbio nella sua essenza duale, ancor meglio, nel suo rappresentare l’essenza del duale, tesse i suoi intrecci e fa da maestro ad ognuno che cammini alla ricerca della Via a Sé.
Lo Yijing, nella sua stupenda e immensa pragmaticità, ce lo mostra fin da subito (siamo al V esagramma). E ci dona una riflessione chiara su come ogni cosa presenti, sempre, una trama e un ordito. Dice un famoso detto taoista Uno yin e uno yang: ecco il Dao!
Se ci lasciamo andare all’immaginazione possiamo dire che lo splendore di una perla nascosta all’interno della sua conchiglia, anche se non appare manifestamente nel mondo, ha, comunque, nella sua potenzialità, un’energia che è significativa e muove. Il suo destino brilla come la luce della luna portando sogni, visioni e messaggi che, dal buio della notte, o dalla dimensione dell’inconscio, attendono solo il momento di poter essere letti e applicati nella realtà luminosa del giorno e della coscienza, nella sua vacua pienezza.
Le linee
1 9 all’inizio
需于郊 Xu yu jiao Si dubita verso i sobborghi
利用恆 li yong heng armonico usare fluidità
无咎 wu jiu non c’è danno
I sobborghi sono la parte più esteriore della città dell’antica Cina. Qualsiasi cosa si attenda sarà ancora lontana. Se la fluidità e la capacità di trasformare il dubbio in una domanda significativa prevarranno, allora, non vi sarà alcun danno. Questo primo tratto yang in posizione corretta e seguito da altri due tratti yang, però, potrebbe farci cadere nella tentazione di una risoluzione avventata del dubbio, un agire che non corrisponde alla situazione in questo tempo. La prudenza che sempre deve accompagnare, a livello concettuale, la prima linea di un esagramma, quando, mutando, si manifesta, è l’attitudine armonica in questo tempo. Allora armare il cuore di pazienza e coltivare una fluida costanza.
2 9 al secondo
需于沙 Xu yu sha Si dubita verso le sabbie
小有言 xiao you yan il piccolo si esprime
終吉 zhong ji completare un ciclo favorevole
Le sabbie sono un terreno incerto e mutevole. Forse siamo nei pressi di un fiume o addirittura del mare che, comunque, non è tempo di attraversare. L’inquietudine e l’impazienza sono immagini di un dubitare che divora e potrebbe spingere a dispute e atteggiamenti meschini. Il tratto è yang in posizione yin quindi esprimere piccole cose e chiudere cerchi definendo il definibile sarà il comportamento opportuno per guardare oltre e ricominciare. Il carattere Zhong indica la fine di un ciclo, il termine, la conclusione ma ben sappiamo che nel mondo dello Yijing, e, di conseguenza, dell’energetica cinese, la fine e l’inizio non sono mai concetti separati.
3 9 al terzo
需于泥 Xu yu ni Si dubita verso il pantano
致寇至 zhi kou zhi implica della devastazione (giungere) all’apice
Neanche più l’incertezza della sabbia ma, il fango della palude, pericolo e torbidità. Primo tratto della diade umana, questo tratto esprime la maniera più colma d’ansia di affrontare il dubbio. L’aggressività si manifesta all’apice della devastazione, ma siamo prigionieri in un pantano, nella confusione, nell’oscuramento. Il tratto è in posizione corretta e sta nel passaggio tra interno e esterno in relazione con due tratti yin per vicinanza e corrispondenza (il quarto e il sesto) evita ulteriori formule mantiche negative, ma resta il fatto che occorrerà agire senza timore e impazienza per tentare di superare la palude.
4 6 al quarto
需于血 Xu yu xue Si dubita verso il sangue
出自穴 chu zi xue trarre la propria origine (discendere, uscire) dalla caverna
Il sangue è simbolo di vita e forza, di riconoscimento, ma anche ciò che sgorga dalle ferite e si presenta quando siamo stati colpiti. Questa prima linea yin si manifesta dopo una sequenza di tre linee yang e non può, certamente, contenerne l’impeto. Quanto alla caverna, essa rappresenta l’origine più remota da cui l’uomo trae il suo destino, il primo rifugio, ma è, ancora, un luogo scabro e scomodo, umido e ombroso, nascosto. Non vi sono apprezzamenti mantici né favorevoli, e neppure sfavorevoli, è, quindi, difficile decidere quale sia il modo di risolvere questa situazione. Certamente stare troppo a lungo in una situazione di attesa timorosa e incerta non porterà nulla di buono, in più si rischia di essere sommersi dall’impeto di uno yang strabordante. Occorre, allora, uscire dalla posizione nascosta (Chu significa anche uscire) per rivolgersi con decisione all’esterno. Non si può non sottolineare e apprezzare il meraviglioso gioco di parole tra i caratteri Xue diversi nella grafia e simili nella pronuncia, a sottolineare, se ce ne fosse ancor bisogno, l’estrema incertezza che solo il singolo potrà dirimere.
5 9 al quinto
需于酒食 Xu yu jiu shi Si dubita verso cibi e bevande
貞吉 zhen ji correttezza favorevole
La linea sovrana cita cibi e bevande che potrebbero rappresentare sia libagioni offerte agli spiriti, sia un momento di ristoro in cui il dubbio, e l’attesa che comporta, si affrontano confortando il corpo e la mente. Questo è, dunque, il momento in cui accettando ciò che necessita si può optare per un’attitudine conviviale che rinfranchi e rafforzi in vista di ciò che si dovrà affrontare una volta che il dubbio e le sue more siano state superate.
6 6 in alto
入于穴 ru yu xue entrare nella caverna
有不速之 you bu su zhi porta con sé non (avere) fretta riguardo a
客三人來 ke san ren lai ospiti sconosciuti (che sono) tre uomini che arrivano
敬之 jing zhi onorarli allora
終吉 zhong ji completare un ciclo (è) favorevole
Il dubbio qui non è citato, piuttosto si entra decisi nella caverna delle proprie paure. Qui si presentano tre uomini che non si conoscono e sono inattesi, occorre onorarli perché la tensione è alla fine, il dubbio è sciolto e occorre affrontare, però, le conseguenze che la scelta inevitabilmente comporta. Non ci sono più gli aspetti decisamente inquietanti, che nelle linee precedenti hanno accompagnato le diverse fasi di approccio al dubbio e gli atteggiamenti che l’individuo può adottare nell’affrontarlo. Ora, la sesta linea, vicina alla linea più favorevole dell’esagramma, si perfeziona lo stato di distensione e fiducia che segue una decisione, una scelta. Entrare nella caverna significa conoscersi nella profondità. Occorre prendersi sul serio nel considerare le prospettive che si apriranno, anche se non siamo ancora entrati nel vivo dell’azione che consegue a una scelta, allo scioglimento di un dubbio. L’esagramma successivo, infatti, ci porterà a Song Il disputare.
Xu Xiang
雲上於天 yun shang yu tian – Le nuvole in alto nel cielo
需 Xu – dubitare
君子以 jun zi yi – il maestro interiore usa
飲食 yin shi – nutrirsi (bere, mangiare, respirare)
宴樂 yan le – per rilassarsi con gioia
Xu è formato, nella sua parte inferiore, dal trigramma Qian che, come sappiamo, rappresenta la forza dinamica incessante, perennemente instancabile nel movimento che, però, in questo esagramma ha una posizione interna che sta ad indicare la sua dimensione potenziale. Ciò è dato dal fatto che l’esagramma superiore è Kan, l’acqua, il burrone, il pozzo, e, quindi, un luogo pericoloso e critico. Si incontra, perciò, in questo esagramma una potenzialità interna trattenuta da una fase di yin prorompente che sconsiglia il movimento. Considerare i tempi d’attesa non come calamità, ma come necessità facenti parte del corso normale delle cose, è motivo profondo del pensiero cinese nel quale lo yin, quindi il ritirarsi in se stessi, rappresenta un momento dal quale è comunque possibile prendere nutrimento. D’altronde questo momento è, in qualche modo, pieno di desiderio e di una tensione inquieta, durante la quale è possibile e consigliabile rimanere pazientemente centrati nella serenità profonda. La regione dove è nato l’Yijing, lo Shanxi, è molto montuosa e povera d’acqua. Ancora ai nostri giorni vi si coltivano i cereali su terrazzamenti ai fianchi delle colline, cioè in luoghi dove non è possibile alcuna forma di irrigazione. Quando, dopo aver fatto tutto ciò che è possibile fare per concimare e seminare i campi, i contadini si trovano in un momento in cui sono alla mercé della pioggia, non resta loro che attendere che le nuvole si alzino e si trasformino in pioggia. Occorre, allora, saper attendere pazientemente che il benefico effetto fecondante della pioggia, la potenzialità del cielo, si espanda sulla terra per produrre nutrimento e forza. Dal punto di vista simbolico, l’ordito di questo esagramma è estremamente raffinato e complesso. Uno yang sta all’interno di uno yin in movimento, in un chiasmo di significati che rappresentano il ripiegamento e il rilassamento che precede un’azione o anche la manifestazione di un contenuto inconscio che abbisogna di un terreno razionale adatto, pronto ad accoglierne l’energia scatenata.
[1] Tathata la realtà così come è.