L’organizzarsi attorno a un centro di comando ䷆師

k559a – 6846. Corpo militare di 2500 soldati, divisione armata truppe, moltitudine, generale, maestro che insegna, professore, qualcuno che passa da maestro nella sua arte, artigiano qualificato, artista.

L’ideogramma è formato da due parti. A sinistra il disegno di un muro costituito da strati sovrapposti di terra battuta alla sommità della quale un semplice tratto segna la presenza di un oggetto il cui significato sarà precisato dalla parte destra. Tale parte è formata dal segno generale tessuto sormontato dalla cifra 1. L’insieme degli elementi costituisce un carattere che rappresenta il muro di fortificazione di un campo militare fisso o durante una campagna, sul quale sventola una bandiera di tessuto contrassegnata dal numero 1. Questo è lo stendardo della prima armata, quella direttamente posta sotto il comando del generale supremo. Questa bandiera non è issata se non quando il generale sta di persona in mezzo alle sue truppe e serve a rendere nota a tutti la sua presenza. Per metonimia il senso di questo carattere, a partire dal suo significato originale (Prima Armata), può designare altrettanto pienamente il generale in comando come l’insieme delle truppe. Il testo dell’esagramma giocherà, quindi, su due registri. Per estensione questo esagramma è utilizzato anche per significare un maestro che insegna un’arte marziale oppure un istruttore che forma un tecnico e, infine, un professore. Tale significato è restato il più comune ai giorni d’oggi. L’appellativo rispettoso più usuale verso un professore è, ancor oggi, Lao Shi Venerabile Maestro. L’archetipo dell’esercito evoca diverse idee: l’unione tra camerati, l’ordine militare, lo spirito di corpo, l’unione che dà forza e necessita di un principio che la governi. Il simbolo qui richiamato è quello del generale e del maestro capace di comandare e insegnare alle diverse funzioni che devono, per agire armonicamente, essere coordinate.

 Shi Tuan

 ShiL’organizzarsi attorno a un centro di comando

貞丈人吉 zhen zhang ren jiuomini corretti e degni di rispetto (sono) favorevoli

无咎 wu jiunon c’e danno

 

La situazione non può essere favorevole e feconda se non si ha l’esperienza necessaria per modellare e ordinare la potenza delle forze che sono state messe in gioco. Quando il proprio territorio è invaso occorre contare sulla capacità di raggruppare e dirigere tutte le proprie forze. Occorre coraggio e discernimento. Una volta un discepolo chiese a Confucio: Se voi doveste comandare una grande armata chi scegliereste per aiutarvi? Il maestro rispose: Certamente non un uomo pronto ad affrontare una tigre a mani nude o ad attraversare un fiume a nuoto, un imprudente che morirebbe senza dubbio. Mi affiderei a qualcuno che approcci i problemi con circospezione e preferisse vincere attraverso la strategia piuttosto che con la temerarietà.

Se ci abbandoniamo alla fantasia, questo esagramma rappresenta un’energia che da un luogo basso, ma stabile, si sprigiona e si muove verso l’alto per ordinare e dirigere un processo di rafforzamento, consolidando nell’apertura e nella comprensione delle circostanze le proprie posizioni.

 

Le linee

 1 6 all’inizio

師出以律 Shi chu yi lü L’armata genera l’uso di regole

否臧凶 fou zang xiong ostacolare il bene (rappresenta) un’insidia

Un tratto yin in una posizione dispari al primo tratto dell’esagramma che rappresenta, per eccellenza, il mondo militare e l’esercito, quindi lo strumento organizzativo che serve per la guerra. Siamo ancora ai preparativi, la campagna non è ancora iniziata, ma fervono i preparativi. E’ tempo di forgiare l’esercito e avere chiara la disciplina strategica. La vicinanza con la linea yang al secondo posto, l’unica dell’esagramma, può indicare proprio il momento in cui si fondano le regole e nasce l’idea di una gerarchia necessaria alla conduzione della guerra. Ma è la guerra una condizione originaria per l’essere umano? L’ordine costituito non può essere una condizione originaria proprio in quanto costituito. Cosa era la società umana prima della prima armata, del primo sparuto gruppo di uomini che si organizza per conquistare una caverna migliore? E ancora prima della caccia organizzata, prodromo evidente della battaglia? Credo che la risposta a questi interrogativi sia dentro ognuno e che possa risuonare in modo differente per ciascuno. Possiamo, forse, scegliere se assomigliare ai gorilla, oppure ai bonobo.

2 9 al secondo

在師中 zai Shi zhong ji Trovarsi dell’armata al centro (è) favorevole

无 咎 wu jiu non c’è danno

王三錫命 wang san xi ming il re tre volte concede il favore

Questo è il solo tratto yang dell’esagramma e si trova seppure non corretta nella posizione centrale del trigramma interno. Risulta la sola a portare una formula mantica favorevole. Sembra essere, quindi, il perno di tutto l’esagramma. Come dicono Javary e Faure è il momento in cui, come un capo militare in mezzo alle sue truppe, si deve essere capaci di riunire e dirigere tutte le energie per difendersi da una pericolosa ondata di violenza. Il re stesso appare alla linea del prefetto per conferire il potere del comando sul campo. Le circostanze sono davvero eccezionali. Essere nel posto giusto è il solo modo di affrontare situazioni di brusco cambiamento e impeti destabilizzanti che vengono dall’esterno. Altro aspetto che viene sottolineato dalla situazione descritta da questa linea, è il fatto che sempre occorre comandare sapendo restare sottomessi, se non altro, come nel caso dell’Imperatore, al volere del Cielo.

 

3  6 al terzo

師或輿尸 Shi huo yu Shi L’armata forse riporta sui carri i cadaveri dei soldati morti

Xiong insidia

 Il terzo livello è quello del passaggio tra interiore e esteriore e raramente questo è un momento facile e favorevole. La guerra costa sempre un certo numero di vite umane, di perdite, e questo fatto è sempre doloroso. La morte costringe a fermarsi, a interrogarsi sul senso della battaglia e della guerra. Forse sarà necessario mutare strategia e cercare di comprendere il rapporto tra inevitabili costi e eventuali benefici.

 

4 6 al quarto

師左次 Shi zuo ci L’armata si accampa dalla parte sinistra

无咎 wu jiu non c’è danno

Dopo la disastrosa ecatombe descritta nel testo della linea precedente, l’armata si deve fermare, approfittando di una tregua, di una pausa. La parte sinistra, dove si accampa, è quella che si usa in tempo di pace, poiché in guerra occorre la destra. Nella rappresentazione dei punti cardinali, quindi nell’orientamento cinese, la faccia è rivolta a sud e la schiena a nord. La parte sinistra, allora, sarà quella dell’est, della primavera, del verde che germoglia. In tempo di pace possiamo coltivare tutto questo e la parte sinistra è quella che viene onorata, mentre nelle circostanze nefaste il posto d’onore è la destra. Il generale in seconda occupa la sinistra mentre il comandante in capo la destra. Ciò significa che siamo in guerra e che riti funebri saranno comunque celebrati. La posizione e la natura della linea sono consone, è, quindi legittimo potersi fermare, avendo ben chiaro, però, che la lotta non è ancora terminata e i pericoli sono ancora davanti a noi. Tutto è momentaneo, ancora indefinito, e il riposo, pur non significando per nulla la fine delle ostilità, è opportuno.

 

5 6 al quinto

 

田有禽 tian you qin Nei campi ci sono animali selvatici

利執言 li zhi yan armonioso dare ordini (prendere in mano la situazione con fermezza)

无咎 wu jiu non c’è danno

長子帥師 zhang zi shuai Shi il figlio primogenito guida l’armata

弟子輿尸 di zi yu Shi il minore riporta sui carri i cadaveri dei soldati morti

貞凶 zhen xiong corretto (considerare) un’insidia

Il carattere Qin indica in generale le bestie, gli animali selvatici ma, anche, i soldati nemici, i barbari, che scorrazzano nei campi presumibilmente saccheggiando. Il pericolo è al culmine e non è più tempo di discutere. Ognuno deve far fronte alla grave situazione senza discussioni e dispute. Ma forse esiste una frattura tra l’esperienza del figlio primogenito e l’avventatezza del cadetto, che, infatti, raccoglie cadaveri di soldati morti. Le energie vanno impiegate in maniera armonica e il flusso delle cose seguito con attenta considerazione alla vita e alla morte. Occorre sopravvivere in un momento di grande pericolo, quando si è circondati da ogni lato. Questa quinta linea è yin in una posizione yang per eccellenza e, per di più in corrispondenza con la sola linea yang dell’esagramma. Il contrasto è evidente e occorre che un’autorità ferma ponga fine senza esitazioni alle contestazioni e ai contrasti interni, unendo le forze contro il pericolo che viene da fuori. Parola d’ordine: zhi yan prendere in mano la situazione con fermezza.

 

6 6 in alto

大君有命 tai jun you ming il sovrano ha direttive autorevoli

開國承家 kai guo cheng jia entra in città e riceve una casa

小人勿用 xiao ren wu yong il piccolo nell’umanità non agisce (funzionalmente).

 

Rovesciamento della situazione, tipico della sesta linea, segnato dalla assenza del nome dell’esagramma. L’armata non c’è più, il tempo della guerra è finito, ciò che è piccolo nell’umano non agisce, e il sovrano dona mandati, entra in città e vi abita, regna. Tutto ciò segna il ritorno all’autorità civile. Occorre mettere fine a tutte le dispute e tornare alla normalità, alla pace che tanto piace a Laozi quando dice (Daodejing cap. 31), come citano Javary e Faure, le armi sono strumenti malvagi e non quelli del maestro interiore (in questo caso il praticante taoista). Egli se ne serve suo malgrado, e mette al primo posto la calma e il riposo.  

 

Shi Xiang

地中有水 di zhong you shuiLa terra al centro ha la corrente

師 ShiOrganizzarsi intorno a un centro di comando

君子以 jun zi yiil maestro interiore usa

容民 rong mincontenere la massa

畜眾 xu zhongper tenere sotto controllo la la moltitudine ( non organizzata)

Questo esagramma si presenta parallelamente al precedente. Qui, però, abbiamo all’esterno il trigramma Kun, cioè il trigramma che, rappresentando la terra, significa la più alta forma di ricettività e di apertura, mentre, all’interno abbiamo ancora una volta il trigramma Kan, con la sua doppia valenza. Si tratta di affrontare i due aspetti di una massa: da una parte, la massa come popolo, come serbatoio di risorse umane non organizzate al di fuori di una struttura gerarchica. Dall’altra la moltitudine di un esercito che va ordinato, addestrato e nutrito. E’ il momento di muovere le forze contro un nemico che minaccia un territorio. Uno stato eccezionale che esige l’instaurarsi di una disciplina severa e l’unione di tutte le forze sotto una autorità appropriata che le faccia convergere verso un solo obbiettivo. Vi è, in questo caso, un rovesciamento dei rapporti gerarchici. Infatti, in tempo di guerra gli ordini dell’imperatore non penetrano nella tenda del generale. Ciò è chiaramente visibile nella struttura dell’esagramma stesso, che è costituito da una folla di tratti yin e un solo tratto yang posto al secondo livello. Tale livello è quello del prefetto, cioè di colui che prende la situazione in mano assumendo il potere per restituirlo alla fine delle ostilità. Tale situazione è paragonabile a quella che nel mondo latino era quella del dittatore, cioè di colui al quale veniva affidato il potere decisionale nelle situazioni di grave pericolo per lo stato e il quale, una volta risolta la situazione, riponeva il potere nelle mani del senato. In realtà, il mondo cinese non ha il gusto della conquista esterna e se un esagramma dello Yijing è consacrato all’esercito e ai guerrieri è perché lo stato di guerra fa parte della vita, delle nazioni come degli individui, e ciò che importa in questi momenti è di sapersi comportare con abilità e coraggio. Dal punto di vista simbolico, ciò che colpisce di questo esagramma è la posizione della linea yang che, in una situazione come quella descritta, non si pone in alto, in posizioni gerarchicamente importanti, ma, per così dire, esprime un baricentro basso, cioè una posizione dove la forza è usata non per dominare, ma per stabilizzare, per dare ordine e non per esercitare potere. L’azione che qui viene descritta è, quindi, quella di raggruppare e accumulare le forze, trasmettendo un ordine che non sia un’imposizione, ma una chiamata a raccolta delle proprie energie, avendo individuato un obbiettivo comune che è importante raggiungere. Traspare in questa trama un concetto poco attuale ai nostri giorni: il comando non è l’esercizio del potere, ma l’assunzione della responsabilità.