Il disputare ䷅訟

k1190b – 1805. Patrocinare una causa, discutere, argomentare, portare davanti alla giustizia, litigio, esporre i propri argomenti alla corte, correggere, reprimere, procedura, difesa.

L’ideogramma è composto da due parti giustapposte. A sinistra sta il segno generale della parola, formato dal disegno di una bocca sormontata da alcuni tratti orizzontali che, si dice, evochino le onde sonore che escono dalla bocca, ma che devono avere avuto, in origine, il senso di superamento di un limite. A destra un carattere reso convenzionalmente come Duca che rappresenta il più elevato titolo nobiliare dell’antichità cinese, quello del Zhou Gong il saggio duca dei Zhou. Questo carattere, formato esso stesso dall’associazione dei segni otto, che ha il significato generale di ciò che è ordinato e da un radicale che ha un senso giusto, imparziale, equo. Dal momento che i nobili dell’antichità presiedevano anche alle corti di giustizia, questa parola ha assunto un estensione semantica molto grande, giungendo a significare comune, pubblico, di interesse generale, ufficiale[1]. L’associazione dei caratteri duca e parola è all’origine principale del nome di questo esagramma: parlare davanti al proprio principe, perorare una causa, domandare giustizia. Ha conservato fino ai nostri giorni tale significato, significa infatti ancora intentare un processo ,parlare di fronte ad una corte, discutere, argomentare, cavillare. Tuttavia il gioco oratorio che si rappresenta qui non ha una gravità paragonabile, per esempio, a quella a cui si riferisce l’esagramma Mordere e Unire dal momento che quell’esagramma rappresenta due cani che litigano e indica una procedura giudiziaria molto più grave e accesa. Qui si parla di una disquisizione decisamente più lieve in cui i contendenti sostengono, piuttosto, le loro tesi argomentando e battibeccando di fronte a un’assemblea, in una corte feudale piuttosto che in un vero e proprio tribunale. L’archetipo è, quindi, il disquisire disputando.

Song Tuan

SongIl disputare

有孚窒惕 you fu zhi tiaver corrispondenza (tra interno e esterno, forma e sostanza ) contenere l’allarme

中吉 zhong jicentrarsi (è) favorevole

終凶 zhong xiongalla fine di un ciclo l’insidia

利見大人 li jian da renarmonioso conformarsi all’immagine del grande (nell’)uomo

不利涉大川 bu li she da chuannon armonioso attraversare il grande corso d’acqua

 E, dopo il dubbio, la disputa. Javary e Faure avvertono che in ogni disputa o polemica, si rischia sovente di essere accecati dal proprio punto di vista. Occorre, allora, mantenere la capacità di non cedere all’ansia, alla necessità di aver ragione, spesso, a tutti i costi. Per fare ciò occorre una certa capacità di mantenere la distanza, magari facendosi aiutare da qualcuno che veda da fuori la situazione, offrendoci un parere superiore, per così dire, che ci eviti il rischio di buttarci, in maniera azzardata, in imprese, che, svolgendosi alla fine di un ciclo, zhong,  nascondono sempre potenziali pericoli.

Se ci abbandoniamo alla fantasia, ciò che ci colpisce di questa immagine è la penetrante e pesante azione di un vaglio/maglio razionale che va a cercare un collegamento con ciò che di chiaro e di potenziale si nasconde all’interno dell’inconscio. Potremmo dire che anche nel disordinato scorrere di un rapido ruscello sta una logica e, soprattutto, un’energia che porta coscienza e conoscenza. Se le polarità del contrasto trovano comunque un’armonia comune che le pone in relazione ciò che ne risulterà, anche nella disputa più accesa non potrà che essere positivo. Se al contrario l’energia del cielo si abbatte, pressando su di un magma già di per se stesso disordinato, non potrà che risultarne mancanza e disarmonia .

Le linee

 1 6 all’inizio

不永所事 bu yong suo shi Non prolungare a lungo le faccende in questione

小有言 xiao you yan il piccolo si esprime

終吉 zhong ji completare un ciclo favorevole

Siamo all’inizio di una situazione conflittuale, quando non è il caso di fissarsi sulla risoluzione delle faccende che è ancora lontana. Difficilmente ciò che è all’inizio si risolve, ma piuttosto, sarà opportuno tenere un profilo basso, esprimere piccole cose, tanto più che i termini della disputano non sono neppure ancora chiari. Il tratto è yin in sede yang, quindi, non corretto. Forse il rapporto di corrispondenza con la quarta linea yang, dove si cita la calma, indica un’atteggiamento utile, a questo stadio, a favorire una soluzione positiva della questione.

2 9 al secondo

不克訟 bu ke Song non si ha il controllo della disputa

歸而逋 gui er bu convergere eppure fuggire

其邑人 qi yi ren la gente della propria capitale

三百戶 san bai hu trecento fuochi

无眚 wu sheng assenza di distrazione

Secondo tratto, uno yang in posizione non corretta, in questo momento l’impossibilità del dialogo che potrebbe risolvere la disputa. Allora si converge verso il proprio territorio per fuggire ritirandosi. Spesso nel pensiero strategico cinese si cita la differenza tra fuga e ritirata. La prima precipitosa  e travolgente, la seconda cauta e attenta. Ritornare al proprio, ai territori conosciuti e sicuri su cui sappiamo muoverci agevolmente, senza commettere imprudenze, evitando di imporre il proprio punto di vista agli altri. Fare altrimenti, in questo momento, sarebbe un rischio.

3 6 al terzo

食舊德 shi jiu de nutrirsi dell’antica virtù (della virtù degli antichi)

貞厲 zhen li corretto affrontare una sfida

終吉 zhong ji completare un ciclo favorevole

或從王事 huo cong wang shi forse seguire una via regale nelle cose

无成 wu cheng non giunge a termine

Siamo nel momento di passaggio tra interno e esterno, il tratto è yin in una posizione che dovrebbe essere yang, quindi non è corretto. Ciò rimanda sempre alla prudenza e alla cautela. Nell’edizione di Javary e Faure ci viene spiegato con chiarezza il senso del nutrirsi della virtù degli antichi. Il riferimento è all’appannaggio. Tale termine indica una rendita fissa solitamente destinata a sovrani o capi di stato, ma anche, per esempio, ai cadetti delle nobili famiglie. Ancora negli anni trenta del novecento gli ufficiali dell’esercito, che allora era il Regio Esercito Italiano, non ricevevano una stipendio, ma un grazioso emolumento che Sua Maestà concedeva ai Signori Ufficiali in cambio del servizio da loro reso al sovrano e alla nazione. Questa entrata serviva a pagare il proprio panaggio, cioè il pane. Nel sistema feudale cinese le cose andavano in maniera differente: un nobile si vedeva riconoscere il suo patrimonio in ricompensa della virtù dei suoi antenati. La sfumatura non è da poco. Nel mondo cinese si sottolinea che ciò che viene concesso è in virtù di meriti altrui, non dei propri. Allora, nel testo, abbiamo rappresentate due situazioni: fare conto su qualcosa che non è proprio, ma deriva da altri e seguire una via in posizione ausiliaria. In entrambi i casi la circospezione e la prudenza sono fondamentali. Il rapporto con il potere, lo sappiamo, è sempre pericoloso[2].  

4 9 al quarto

不克訟 bu ke song non si ha controllo della disputa

復即命 fu ji ming recuperare un mandato

yu cambiare (attitudine)

安貞吉 an zhen ji nella calma corretta apertura

Se si discute non c’è controllo nel contendere. Parlare senza una connessione con il mandato celeste che ci riguarda sarà sempre disarmonico, per quanto la nostra posizione possa essere elevata. Linea yang in posizione yin, quindi non corretta. Siamo al livello del Ministro, ma la posizione non è forte: occorre recuperare un legame tra noi e il Cielo che, forse, ci permetterà di cambiare atteggiamento e innescare conclusioni favorevoli. Occorre, allora, la calma e la delicatezza di cui una posizione, pur elevata, comunque necessita.

5 9 al quinto

Song Il disputare

元吉 yuan ji originaria apertura

Linea sovrana corretta. Qui la disputa può essere portata avanti in maniera opportuna ed efficace. La situazione si apre in senso originario, cioè rispettando quei modelli che stanno alla base di ogni forma. Per il pensiero cinese ogni manifestazione emerge dall’incontro tra polarità che si armonizzano in un certo modo seguendo il modello originario che fa da sfondo all’avvenire delle cose. La stessa formula mantica la ritroviamo niente meno che alla quinta linea dell’esagramma Qian, che è il modello di tutto ciò che si muove attivamente, lo yang. Questo è il momento migliore per discutere, argomentare, definire i termini di una questione osservandone i diversi aspetti e pensando a nuove prospettive.

6 9 in alto

或錫之 huo xi zhi Può essere che un dono sottintenda

鞶帶 pan dai una cintura porta monete

終朝 zhong chao alla fine di un ciclo un’inizio (aurora)

三褫之 san chi zhi tre volte essere degradati sottende

Nel mondo cinese l’eccesso è sempre pericoloso e, comunque, negativo. Questa linea superiore non corretta indica, qui, un’esagerata recriminazione, un atteggiamento eccessivo, che rischia di farci perdere ogni cosa. Di fronte all’imperatore, al cospetto della corte si può perdere ogni grado. Il carattere Chi indica proprio l’azione di strappare una veste onorifica o un’insegna di dignità. A un certo punto la disputa si deve fermare. Oltre un certo limite diviene eccessiva. Se nelle linee precedenti alla quinta abbiamo sempre incontrato il senso che i tempi non fossero ancora maturi, qui, dobbiamo affrontare il fatto che eccedere nelle proprie recriminazioni è sempre foriero di perdita. A volte, anche se riteniamo di avere ogni buon diritto, occorre fermarsi e non rischiare di perdere ogni cosa. Il giusto mezzo, la metriotes, l’armonia devono essere rispettati per non incorrere nel risultato opposto. Questo è il tempo portato da questa linea.

 Song Xiang

天與水 tian yu shuiIl cielo si accorda alla corrente

違行 wei xingcontrasta il movimento

訟 SongDisputare

君子以 jun zi yi il maestro interiore usa

作事 zuo shistimolare l’attività

謀始 mou shiper pianificare l’ inizio

La situazione, qui descritta, vede un agire esterno del trigramma Qian che cala verso il basso nell’intento di dare una spinta propulsiva alle cose. Nel suo premere verso il basso, questa energia incontra la difficoltà dell’acqua e della profondità di un flusso che scorre. Occorre, quindi, risolvere un contrasto, porre un dibattito e una discussione al fine di iniziare una relazione con una progettualità precisa. In questa situazione non si tratta soltanto di una procedura o di un protocollo operativo, quanto di una posizione intellettuale tesa a chiarire la causa di discussione.

Si parla di un chiarirsi all’interno di un’operazione della ragione, di un intelletto chiaro che, dispiegando la sua potenzialità, deve incontrarsi e scontrarsi con la profondità di un’ombra che per sua natura porta con sé contraddizione. Dal punto di vista simbolico ci sembra importante soffermarci sul significato del trigramma Kan, l’acqua, che, nell’universo dello Yijing, acquista una ricchezza semantica veramente interessante. Se, da una parte, questo trigramma rappresenta i luoghi spesso orridi e pericolosi attraverso i quali l’acqua può scorrere e, quindi, in qualche modo, il rischio, la caduta, il momento critico attraverso il quale occorre passare nel prendere qualunque decisione, è pur vero che la struttura stessa di questo trigramma e il senso che l’elemento acqua ha nell’immaginario, in particolare nella tradizione Taoista, porta alla luce ben altre e positive potenzialità. Nel Daodejing, Il classico della via e della virtù, si dice che il saggio è come l’acqua e si afferma che l’umile natura di questo elemento, capace di adattarsi ad ogni forma e contenitore, di una morbidezza liquida ed estrema, ma di una forza prorompente e possente, corrisponda alle qualità che il discepolo del Dao deve acquisire per raggiungere le massime virtù, cioè la morbidezza e la naturalezza. Se osserviamo il trigramma possiamo notare che le due linee yin posseggono al loro interno un forte yang, l’interpretazione del quale, di volta in volta, dovrà dirci quale delle due strade, quella pericolosa di un irrigidimento che spezza o quella morbida di una dolcezza e di una capacità di adeguarsi che vince ogni resistenza, sia il caso di adottare.

Se andiamo ad osservare la descrizione della seconda linea dell’esagramma, cioè lo yang interno alle due linee yin, possiamo vedere che il consiglio che qui viene dato è quello di ritirarsi in se stessi e ciò crea un doppio vantaggio. Il primo sta nel fatto che, nel ridurre il raggio delle proprie aspettative ad un dominio conosciuto, è possibile evitare di commettere errori di giudizio e di irrigidirsi in una visione erronea della situazione. Inoltre, nel preoccuparsi unicamente del proprio territorio non si rischierà di imporre il proprio punto di vista ad altri né di subire le conseguenze dell’altrui intrusione. Si eviterà, così, il fato di inavvertenza, citato nel testo di commento all’esagramma. L’azione, allora, che l’esagramma nel suo senso complesso esprime, è quella di una disputa, ma, anche, dell’atteggiamento armonico attraverso il quale è possibile affrontarla. Ritirarsi in se stessi, comprendere le cause della disputa, delimitare un proprio territorio e da lì partire affinché l’immagine di uno yang in movimento possa aiutare a chiarire la situazione. Vedere se stessi deve significare, necessariamente, vedere l’altro nella relazione. Solo così i pericoli della massa di energie inconsce che si pongono in movimento quando ogni e ciascuna cosa accade possono evitarci posizioni egoistiche o auto-persecutorie.

 

[1] Un posto di Polizia, per esempio, si dice, oggi in Cina, Gong an ju, che significa l’Ufficio (Ju) della sicurezza (An) la pace, la tranquillità) pubblica (Gong).

[2] Il saggio taoista Fabrizio De Andrè ci avverte: “Certo bisogna farne di strada/da una ginnastica d’obbedienza/fino ad un gesto molto più umano/che ti dia il senso della violenza/Però bisogna farne altrettanta/per diventare così coglioni/da non riuscire più a capire/che non ci sono poteri buoni.” Fabrizio De Andrè, Giuseppe Bentivoglio, Nella mia ora di libertà, Soria di un  impiegato, 1973.