L’ostruire (presenza di un’ostruzione) ䷋否
k999e, 5920. Pronunciato Fou: negare, rifiutare, dire di no, è questo……o no;
k999c, 778-9. Cattivo, male, malore, infortunio, ostruito, non poter avanzare, tappato, non poter riuscire.
L’ideogramma è formato da due parti sovrapposte. In basso il segno generico della bocca del quale il senso figurato è, ad un primo livello, comunicazione e, su di un piano più sottile, raccolta, raduno, apertura. Al di sopra un segno che rappresenta un uccello che si invola verso il cielo e, in conseguenza di ciò, sparisce dalla vista. Da qui questo carattere è divenuto una negazione estremamente corrente (vedi 35 Jin). La combinazione di questi due segni forma un ideogramma il cui senso si sdoppia. Quando è pronunciato Fou, giocando sulle sue due componenti parlare e negare, è utilizzato grammaticalmente per rendere la forma interrogativa negativa “è….o no?” nel senso di interrogarsi sull’eventualità di una cosa, ovvero avere dubbi.
Quando è pronunciato Pi, il suo significato deriva, comunque, da un’idea di una non comunicazione. Come nome vuol dire tappato, ostruito. A livello del corpo umano questa ostruzione si manifesta nel blocco delle funzione escretorie: combinato con il segno generale di malattia l’ideogramma forma la parola costipazione. Come verbo vuol dire opporsi all’avanzata, non poter riuscire, senso dal quale proviene il suo significato derivato di cattivo, malessere, infortunio.
Nel contesto dello Yijing evoca l’assenza di fecondità di una situazione, un momento di non unione che non può produrre alcunché. Non comunicando più, i diecimila esseri non possono più crescere e ne risulta una situazione di blocco che corrisponde al qi autunnale. In questa stagione l’accordo tra il Cielo e la Terra non si verifica più, la vegetazione marcisce prima di sprofondare nell’apparente sonno dell’inverno, dal quale sorgerà rinnovata e primiziale.
Pi Tuan
否之匪人 Pi zhi fei ren – L’ostruzione riguarda il mascalzone
不利君子貞 bu li jun zi zhen –non armonica la correttezza del maestro interiore
大往 da wang – il grande va
小來 xiao lai – il piccolo viene
La figura del Fei ren, il mascalzone appare insieme alle forze negative che in questo momento cominciano a salire. In Cina la dirittura è simbolizzata attraverso il bambù che ha la caratteristica di sapersi piegare senza perdere la sua forza, così da potersi in seguito raddrizzare. Ma la tenacità di un discepolo del Dao si trasforma in rigidità quando viene applicata senza discernimento. Così è importante non raccogliere, per poter meglio selezionare, le opportunità da seguire e le vie di risoluzione del problema. Occorre fermezza morale più che coraggio. In questo caso, quindi, il vero coraggio consiste nel tenersi distante da coloro che approfittano della salita delle forze negative e nel rifiutarsi di mettere i propri talenti a loro servizio. Volersi opporre al venire dell’inverno non impedirà allo stesso di arrivare. Un movimento profondo è all’opera, come dimostra il resto del testo composto da indicazioni energetiche: le forze yang scappano verso l’alto, le forze yin si ripiegano verso il basso, non vi è più accrescimento ne accoppiamento fecondo. Il periodo deve essere accettato e attraversato come tale; anche l’autunno è una stagione necessaria. Anche la tristezza, ad esso legata per analogia, è un’emozione necessaria.
Se ci abbandoniamo all’immaginazione la struttura dell’esagramma ci appare come un ponte, cioè un elemento di passaggio che, in qualche modo, rappresenta, comunque, una difficoltà, una strettoia; ciò, soprattutto, se ci immaginiamo i ponti dell’antichità. Questo è un ponte che è necessario attraversare e che ci porta su una sponda dove tutto ci fa pensare ad una stagione ferma, ad un momento che deve comunque passare e dal quale è importante che non ci si faccia influenzare negativamente.
Le linee
6 all’inizio
拔茅茹 pa mao ru Estirpare graminacee dalle radici aggrovigliate
以其彙 yi qi hui ciascuna secondo propria specie
貞吉 zhen ji corretto (considerare) apertura
亨 heng fluidità
Al livello d’entrata l’energia scorre sempre con un certo impeto, a seconda dell’archetipo che stiamo considerando. Qui l’energia sovrabbondante è quella dell’autunno ( nell’esagramma precedente era la primavera). Mentre in primavera la pianta spinge verso l’alto i suoi germogli, in autunno le radici si rafforzano verso il basso. Occorre allora un intervento capace di distinguere e ripulire il terreno perché le piante utili possano radicarsi e, così, rinforzarsi. Si tratta di uscire dalla confusione applicando un’attitudine yang, che, in corrispondenza con la quarta linea ( dove si tratta di compiere un destino), favorisca il distanziarsi da atteggiamenti molli e troppo rilassati. Il torpore autunnale può trascinare “in basso” le cose favorendo una pesantezza che va estirpata. A questo stadio evolutivo della situazione tutto è ancora possibile e i presagi sono favorevoli, le cose possono scorrere e risolversi.
6 al secondo
包承 bao cheng Un contenitore accettare
小人吉 xiao ren ji il piccolo uomo (è) favorevole
大人否亨 da ren Pi heng il grande uomo (presenta) ostruzione (nello) scorrere
Il secondo tratto, quello del Prefetto, fa riferimento al rapporto feudale che lega il vassallo al suo signore. Cosa possa contenere quel contenitore non è dato sapere. Occorre accettarlo così come un vassallo ossequioso tende le mani per sottomettersi al proprio sovrano. Non è il momento di atteggiamenti che non siano espressione di piccole cose. La corrispondenza di questa linea con la quinta, appunto quella del sovrano, indica un contatto con l’autorità che, nel mondo cinese, e non solo, non sempre è visto con simpatia.
6 al terzo
包羞 bao xiu Saper sopportare l’umiliazione
Le responsabilità del linea di passaggio recano, quasi sempre, difficoltà e responsi poco favorevoli. Qui abbiamo un testo di una brevità fulminante. Qualcosa che viene dal passato reca umiliazione, onta. Non è possibile disfarsene in breve tempo. L’autunno è lungo una stagione. E’ il momento in cui si giudicano i raccolti, si verifica il risultato del lavoro nei campi e, nell’antica Cina, si va in tribunale per affrontare le cause e sottomettersi al giudizio dell’autorità. Non vi sono presagi né favorevoli, né sfavorevoli. Occorre saper sopportare le contrarietà del momento e accettarne l’incertezza.
9 al quarto
有命 you ming Avere un mandato (decreto celeste)
无咎 wu jiu non c’è danno
疇離 chou Li coltivare la radiosità (la propria luce interiore)
祉 zhi soddisfazione (vantaggio)
Una linea yang al primo livello del trigramma esterno dopo una sequenza di linee yin e prima di due altre yang un mutamento deciso del flusso energetico. Il carattere ming segna una dei concetti centrali per il pensiero cinese. Il decreto celeste è la potenzialità che la natura, o il Dao, pone nell’essere umano affinché egli la sviluppi conta maggiore pienezza possibile. Esso rappresenta, quindi, l’intima essenza di ognuno che se realizzata conduce alla conoscenza che libera dai condizionamenti l’educazione familiare, la cultura, il sistema hanno posto sopra la vera natura essenziale dell’individuo. Impossibile non pensare a ciò che era scritto sul portale del tempio di Apollo/Dioniso a Delfi: “ Conosci te stesso e conoscerai il mondo e tutti gli Dei”. Possedere un mandato significa, allora, conoscere ciò che noi siamo intimamente e realizzarlo. Come al primo tratto occorreva fare ordine nei campi sradicando la gramigna, qui occorre coltivare quella luce interiore che è la propria auto-natura, e quel calore che, sviluppato all’interno del corpo dona vita e vitalità.
9 al quinto
休否 xiu Pi Lasciar andare l’ostruzione
大人吉 da ren ji la grandezza nell’uomo (è) favorevole
其亡其亡 qi wang qi wang che perdita, che perdita!
繫于苞桑 xi yu bao sang legarsi al ceppo del gelso
Nella posizione sovrana la comparsa di una linea yin realizza la radiosità che abbiamo incontrato nella linea precedente e permetterebbe la realizzazione della grandezza nell’uomo. Ma l’archetipo che parla dell’ostruzione non può che metterci in guardia fino all’ultimo, l’autunno può essere una stagione penosa, certamente malinconica e triste. Allora ecco l’invito a rimanere saldi e guardare a ciò le cose con uno sguardo a lungo raggio e termine.
9 in alto
傾否 qing Pi Abbattere l’ostruzione
先否 xiang Pi prima ostruzione
後喜 hou xi in seguito gioia
L’ostruzione viene superata, abbattuta. Al sesto livello la situazione, come al solito, si rovescia nella tendenza. L’ostruzione e la difficoltà che porta viene completamente superata, relegata nel tempo del prima, in seguito non può che esservi xi il cui ideogramma richiama la musica e la gioia.
Pi Xiang
天地不交 tian di bu jiao – Il Cielo e la Terra non sono in relazione
否 Pi – Ostruire ( presenza di un’ostruzione)
君子以 jun zi yi –il maestro interiore usa
儉德辟難 jian de pi nan – la temperanza, virtù che scaccia ciò che è pesante ( non versatile: il contrario di yi)
不可榮以祿 bu ke rong yi lu – non è appropriata l’ostentazione che usa i benefici
La caratteristica principale della situazione è data dall’esistenza di un elemento che separa il Cielo e la Terra e impedisce il flusso della vita. Un altro modo di tradurre l’ideogramma Pi è ostacolo autunnale. Cielo e Terra non comunicano e yin e yang, non incontrandosi più, manifestano un momento di declino del flusso naturale. Non è possibile vedere frutti e, quindi, l’investimento di risorse e forze, in tali circostanze, non può che produrre risultati scarsi e a lungo termine. Al solito ciò che risulta importante è non combattere con rigidità questa situazione; ciò che occorre, però, è prendere le distanze da questa assenza di relazione. Contrastare questa mancanza di relazione è il solo mezzo per salvaguardare le proprie forze vitali fino al momento del rinnovamento. Inoltre, questa situazione non costituisce un inconveniente per tutte le parti di sé: ciò che è piccolo, in tale frangente, trova un disegno adatto alla sua misura, la canaglia istintiva ha un’ occasione di esser vista. La struttura dell’esagramma presenta, come nell’esagramma precedente, un numero pari di tratti yin e yang, però, questa volta, lo yin sta in basso e lo yang in alto. Questa situazione, da un punto di vista energetico è caratteristica di una dinamica autunnale durante la quale la natura si ritira: i tratti yang salgono e si distaccano sempre più dai tratti yin i quali, seguendo la loro natura discendente, s’accumulano in basso. Vi è, a ben guardare, una corrispondenza tra tutti i tratti, ma la loro dislocazione crea l’immagine della sterilità che annuncia l’inverno. Il flusso orbitale, d’altro canto, non muore mai, semplicemente, si trasforma. Quando viene la stagione del ritiro prende una forma più interiore. Se è vero che il buon tempo è passato, è vero anche che deve arrivare dal futuro. Ogni parte dell’intera personalità avrà, quindi, un suo comportamento opportuno. Non è certo il tempo della realizzazione, non è certo il tempo del grande essere. Essi, in questo momento, devono saper lottare contro le circostanze contrarie e avere l’autorità morale di contrapporsi alle forze che portano alla disgregazione. Il comportamento opportuno in questo momento consiste, piuttosto, nell’adattarsi al movimento autunnale conservando le proprie energie e rinforzando all’interno i propri valori più intimi. Occorrerà costruire solide radici, ordinate come quelle di un gelso (citato alla linea 5), piuttosto che una vegetazione disordinata (come alla linea 1), destinata ad appassire (linea 6).
L’ostruzione, quindi, non è una situazione negativa in essenza, ma un momento sfavorevole all’esteriorizzazione e all’elevazione; è il tempo del rifugio, dell’essere schivi e della resistenza, preamboli necessari al ritorno della gioia. Questo esagramma è uno dei 12 esagrammi associati alla variazione dei rapporti tra ombra e luce nel corso dell’anno ed è associato al periodo intorno all’equinozio d’autunno (inizio settembre inizio ottobre). I tratti yin occupano metà della figura e il rapporto tra giorno e notte si eguaglia secondo la dinamica globale che tende verso l’inverno.
