Il grande avere ䷍大有
Da k317a, 1034: grande, importante, accrescere, adulto, nobile, maggiore.
L’ideogramma è uno dei più frequenti e uno dei più semplici della scrittura Cinese. Rappresenta un essere umano che, in piedi sulle gambe, si stende allargando le braccia per significare il gesto universale che evoca la nozione di grandezza. L’esser stato fin dall’origine non una rappresentazione di cose (pittogramma) ma la rappresentazione di un’idea (ideogramma) ha conferito a questo carattere un grande valore d’astrazione ( nota: Un ideogramma è un simbolo o carattere grafico che corrisponde a una parola o a un concetto. Il pittogramma indica la cosa vista e non quella sentita. Se disegno un panino per indicare un panino è un pittogramma, se lo disegno per dire “ho fame” allora è un ideogramma). Esso sarà utilizzato per rappresentare il Cielo in senso sia meteorologico sia spirituale. Inoltre, un tratto orizzontale sopra il segno grande rappresenta il cielo come limite superiore della grandezza. Questa filiazione ideografica servirà come terreno per lo sviluppo dell’idea di grandezza nella nozione di yang e nelle sue associazioni con il cielo. Nello Yijing considerare grande come una denominazione primitiva dell’idea di yang è cosa imposta dal fatto che quattro ideogrammi sono chiamati con questo carattere: Da You Grande ottenimento esagramma 14, Da Xu Grande acquietamento esagramma 26, Da Guo Grande eccesso esagramma 28 e Da Zhuang Grande forza esagramma 34.
You k995o, 2097: avere, aver luogo, avvenire, esistere, essere, avere, possedere, disporre di abbondante, buona (raccolta).
L’ideogramma è uno dei più comuni della lingua cinese e, come il verbo che significa, è fondamentale in tutte le lingue. Eppure la sua etimologia non è ancora chiaramente stabilita. Esso è composto dal segno della mano, dal segno dell’azione posto al di sopra di un carattere che è generalmente interpretato sia come carne sia come luna. Si sono fatte delle curiose contorsioni per spiegare come l’associazione dell’uno e dell’altro di questi due termini con la mano possa descrivere l’esistenza effettiva di qualcosa, l’avere e l’esserci in generale. Per contro, la vicinanza grafica tra le forme antiche di questi due caratteri con quella del carattere che designa le scapole divinatorie apre una prospettiva più ricca. L’azione (rappresentata dalla mano) del tizzone sugli attrezzi divinatori non era vista come ciò che crea le fessure, ma come ciò che faceva venire a esistere, affiorare, manifestare. L’atto divinatorio realizza, rende reale, cioè leggibile, una configurazione momentanea che preesiste alla sua manifestazione. Lo stesso tipo di ragionamento sarà applicato all’azione degli aghi di agopuntura o alle tecniche di massaggio An Mo. Tale idea permette di comprendere come i canali, il sistema di circolazione energetica del corpo, possano avere un effetto reale senza avere una realtà materialmente fisica: è l’applicazione dell’ago o l’azione della Guida che li fa esistere[1]. L’ideogramma significa, dunque, molto di più del possesso di beni materiali al quale molto spesso è ridotto. Non descrive l’avere ma, piuttosto, una capacità, quella di far avvenire, di rendere reale, di materializzare ciò che è latente, di realizzare un progetto.
Il termine you viene spesso contrapposto al termine wu che significa il vuoto pieno di potenzialità che sta in opposizione alla manifestazione. Quindi la coppia significherebbe essere e non essere. In particolare, il primo temine indica ciò che deriva dal passaggio tra virtuale e manifesto, mentre il secondo significa il percorso inverso dal reale al potenziale.
Da you Tuan
大有 Da you – Il grande avere
元亨 yuan heng – originario corretto
Né personaggi, né consigli, né allusioni, questa immagine è una delle più brevi di tutto lo Yijing. Quando è il momento della grande dote vi è una tale attitudine a realizzare ciò che è possibile che tutte le energie personali si risvegliano in un moto creativo, qualsiasi sia l’azione da intraprendere. L’unica frase presente nel testo è una formula mantica classica che indica la combinazione di una capacità di iniziativa originaria fondamentale, con una potente forza che si dispiega correttamente. Il fatto che vengano citate solamente due delle quattro qualità del cielo sottolinea il fatto che il momento non è caratterizzato da una situazione acquisita, che quindi sarà conveniente perpetrare, ma da una forza che si manifesta ed è suscettibile di un’applicazione qualsiasi. Non importa quale sia il contesto o quali le circostanze o i mezzi a disposizione, la forza di questo momento è originaria e corretta, gli esiti, come sempre, dipendono dal soggetto. In questo momento la situazione rappresenta una propensione a portare a termine, anche se le forme ad essa soggiacenti non sono ancora apparse, la potenzialità che si cela in questo momento è immensa. Se ci abbandoniamo all’immaginazione questo esagramma rappresenta una struttura compatta e fortemente dinamica che presenta, nel suo centro superiore, un vuoto luminoso attraverso il quale la luce del cielo, del Dao, può fluire e rifulgere.
Le linee
9 all’inizio
无交害 wu jiao hai Non mescolarsi reca danno
匪咎 fei jiu in nessun modo danno
艱則无咎 jian ze wu jiu lavoro duro quindi non (c’è) danno
La prima linea di un esagramma il più delle volte esprime la difficoltà iniziale di un percorso, quello rappresentato dalle sei linee appunto, di dipanamento dell’energia di un archetipo. Qui troviamo subito ciò che suona quasi come un avvertimento: per ottenere qualsiasi cosa occorre mettersi in relazione. Tanto più che l’esagramma precedente poneva giusto il tema dell’accordarsi tra umani. La prima linea di un esagramma, inoltre, fa riferimento spesso a una situazione in cui l’inesperienza e l’impetuosità rischiano di essere perniciose. Ecco che il libro ci consiglia, allora, jian il lavoro duro come antidoto ai pericoli della situazione. L’ideogramma rappresenta e fa riferimento, tra l’altro, sia al duro lavoro necessario per coltivare un terreno difficile, sia al guardarsi intorno per confrontarsi con gli altri (vd: I ching Il Libro dei mutamenti ed. Urra Trento 2011 a cura di R. Ritsema e A.S. Sabbadini).
9 al secondo
大車以載 da che yi zai Il grande cocchio usato per trasportare
有攸往 you you wang ha un luogo verso cui dirigersi
无咎 wu jiu non (c’è) danno
Al secondo posto troviamo una linea yang, seconda di una sequenza di quattro tratti solidi, ma in relazione con l’unica linea yin dell’esagramma che troveremo in posizione sovrana. Il Prefetto è in relazione concreta con il sovrano e il suo ruolo è chiaramente quello di eseguire praticamente le indicazioni che giungono dai luoghi dove si esercita il potere di dare una direzione strategica al flusso delle cose. Al Prefetto il compito di mettere in pratica quelle indicazioni. La direzione è chiara, ma ci sono tante cose da fare. Occorre non farsi scoraggiare dalla moltitudine di cose da sistemare. Ci aiuterà il riferimento al carro, che, che nel mondo cinese rappresenta un simbolo di stato sociale, ma soprattutto il simbolo della coppia Yin-Yang che dona vita alla manifestazione nel suo complesso.
9 al terzo
公用亨 gong yong heng Il duca si serve della fluidità
于天子 yu tian zi verso il Figlio del Cielo
小人弗克 xiao ren fu ke il piccolo nella personalità per nulla domina
Terza linea che rappresenta la transizione tra l’alto e il basso, tra l’interno l’esterno. Il consiglio del Libro ci conduce alle soglie delle stanze imperiali dove il grande ministro dell’imperatore si rivolge al suo esempio per permettere ai doni del Cielo, che il sovrano riceve e trasmette, di diffondersi in ogni luogo. Il passaggio alla terza linea presenta spesso una qualche difficoltà. Difficile è rendere reale ciò che è stato visto su di un piano ideale. Il sovrano prende a suo modello il Cielo e, così, il suo vassallo prende a suo modello il sovrano per permettere alla luce che da lui emana di diffondersi fino all’ultimo dei sudditi. Chiaramente, come sempre, ciò che sta nei meccanismi macro-cosmici si ritrova anche all’interno della struttura di personalità. Così la nobiltà del Duca allontano ogni piccolezza che l’io piccolo porterebbe nei comportamenti, dal momento che non può neppure comprendere lo spontaneo fluire delle cose.
9 al quarto
匪其彭 fei qi peng In nessun (manifestare) modo la propria abbondanza
无咎 wu jiu non (c’è) danno
Proprio così! La quarta linea è yang, ultima di una serie di tratti solidi che la pressano verso l’alto. Anche se la posizione del Ministro è un luogo di potere, esso diventa pericoloso quando accede alla prepotenza. Essere prepotenti letteralmente significa considerarsi e comportarsi come il più potente con quel prefisso latino pre- che rischia sempre l’eccesso trasformandosi in per-. Sappiamo che l’eccesso, nel mondo cinese, e non solo, ma piuttosto direi nel linguaggio sapienziale universale, è sempre profondamente dannoso, quasi più della mancanza. Se si è capaci di governare il proprio potere senza trasformarlo in arroganza e invadenza, altri significati del carattere peng (che tra l’altro ricorda onomatopeicamente il suono del tamburo), allora, non ci sarà danno.
6 al quinto
厥孚 jue fu In sé confidare!
交如 jiao ru così come ci si incontra
威如 wei ru anche ci si impone (ispirando rispetto)
吉 ji apertura
Una linea yin al centro del trigramma superiore e circondata da linee tutte yang. Lo yin non può che risplendere e viene messo in evidenza per il suo valore. Il pensiero dello Yijing mette, così in evidenza che credere in sé stessi, essere consapevoli del proprio valore, non può che portare, se autentico, ad un atteggiamento yin, lontano dalla tracotanza, ma, piuttosto, basato sulla capacità di incontrarsi con l’altro e di ispirare il suo rispetto. Solo così il proprio punto di vista, il proprio progettare potrà imporsi senza violenza. Venirsi incontro è sempre una questione di rispetto e mai si otterrà usando la forza. Nel mondo cinese, molto diversamente dal nostro, il valore che viene sempre esaltato non è quello della forza, muscolare o politica in senso lato che essa sia, ma è l’energia capace di flessibilità e resilienza che rappresenta la virtù, de[2], suprema. Essa, la virtù, appartiene allo stato naturale.
9 all’inizio
自天祐之 zi tian you zhi La vera natura del Cielo protegge proprio
吉 ji apertura
无不利 wu bu li nulla che non sia armonico
Di solito la sesta linea rappresenta un’inversione di tendenza, sopratutto quando della stessa natura della quinta rischia di rappresentare un eccesso, un superamento del limite che difficilmente viene, nel mondo culturale dello Yijing, visto come positivo. Qui, però, la natura yang della linea ricollegandosi con il percorso energetico di tutto l’esagramma non può che rinforzare l’attitudine e il sentiero di auto affermazione che si dipana per tutto il corso dello squadernarsi dell’archetipo che vuole rappresentare qualcosa di grande. Difficilmente in tutto il testo troveremo apprezzamenti mantici così favorevoli. E’ il momento di approfittare di questa energia, sempre tenendo il Cielo come modello, come Figli del Cielo.
Da You Xiang
火在天上 huo zai tian shang – Il fuoco sta sopra il Cielo
大有 Da you – Grande avere
君子以 jun zi yi – il maestro interiore usa
遏惡 e e – arrestare ciò che è malsano ( malvagio)
揚善 yang shan – per diffondere la virtù (morale)
順天 shun tian – attenersi ( cedere) al Cielo
休命 xiu ming – per godere la sorte individuale (decreto celeste)
La caratteristica principale della situazione sta nell’essere in rapporto con qualcosa di grande che si può possedere o da cui si può essere posseduti. Questo qualcosa ha a che fare con lo shen. E’ un fuoco che sta sopra il Cielo. E’ una luminosità che appare sopra il Cielo. Il trigramma inferiore rappresenta l’energia che crea e distrugge nell’estensione concreta dello spazio. Il suo ideogramma rappresenta germogli o vapori che sorgono dal terreno e luce solare che li feconda e li secca. Ed ecco la differenza tra possedere e essere posseduto. In termini junghiani diremmo che qui si sta parlando di un rapporto con l’archetipo la cui energia, quando è posseduta, apre al soggetto gli spazi di una feconda individuazione, ma quando possiede brucia e consuma tutte le energie del soggetto che tenta inutilmente, intrappolato, di assecondarle. Al di sopra di questo fuoco sta la radiosa luminosità dello shen della luce della coscienza che distingue, articola, divide e ordina. L’ideogramma che rappresenta il trigramma Li, rappresenta un uccello misterioso, magico, giallo e luminoso. In questo senso si possono aprire interessanti discorsi comparativi riguardo a simboli quali l’aquila, il grifone e il mitico uccello Da Peng della mitologia cinese oppure la figura di Garuda nella mitologia Indù. Basti in questo luogo ricordare che questi sono i simboli sommi dell’intelletto e della coscienza. Il momento, quindi, rappresentato da questo esagramma corrisponde ad un grande soffio creativo che permette di passare dal progetto alla realizzazione, dal virtuale al manifesto. L’attitudine di ciò che è elevato e tende a concretizzarsi è all’opera. Ciò rende possibile la materializzazione dei propri progetti. Le possibili traduzioni del nome dell’esagramma sono differenti: potere di realizzare ciò che è grande, grande potere di realizzazione, potere di realizzazione in grande. Tutte queste letture, però, hanno un punto in comune: il grande, il nobile. Esso si esprime e fa accadere tutte le cose. Deve esser chiaro che l’esagramma non parla di ricchezza o di potere in senso mondano. L’esagramma non evoca un avere ma, piuttosto, diremmo un essere, un aver spazio. Non si tratta però di un essere in rapporto a un non essere, nozione troppo cristallizzata per lo spirito cinese, estranea al Libro dei mutamenti degli Zhou, ma piuttosto di un passaggio dal virtuale al reale che trova il suo spazio di realizzazione.
[1] Per Guida intendiamo riferirci al sistema usato nello Junghian Touch, una particolare forma di massaggio derivante dall’incontro del massaggio tradizionale cinese con l’immaginazione attiva junghiana. La Guida è colui che esegue la tecnica di An Mo.
[2] vd. nota 14
