Il contenersi ䷎謙

k627f, 4086. Modestia, rispettoso, che cede volentieri agli altri, chi si mette al di sotto degli altri, educato umile modesto.

L’ideogramma è formato da due parti. A sinistra il segno generico per la parola. A destra un gruppo che è il risultato di numerose modificazioni. Il punto di partenza di tutto il processo filo- e etimo- logico è il carattere comune che significa cereali, piante il cui stelo centrale, quello che porta i grani, pende verso il basso. Questo segno è disegnato due volte tanto da acquisire il valore di una sorta di plurale e richiamando così un gran numero di spighe. Per ragioni di rapidità di esecuzione, la grafia di questi segni si è modificata nel tempo. I tratti posti in alto sono stati ridotti a due virgole che hanno forma di v rovesciata. Quelli posti tra lo spazio delle piante verticali sono scomparsi. Questo potrebbe essere successo anche per richiamare l’idea che le spighe sono serrate l’una contro l’altra riunite in un fascio dalla mano che è disegnata orizzontalmente a mezza altezza rispetto alle spighe. Di qui viene il senso di questo gruppo che è stato utilizzato come carattere autonomo e significa tenere, raccogliere, riunire (52). Insieme le due parti che compongono il nome dell’esagramma applicano questa idea di parole contenute, pronunciate con modestia. Da questa idea deriva il senso principale di contenuto che si estenderà all’idea di deferenza, discrezione, modestia caratteristiche dell’educazione e del saper vivere cinese.

Qian Tuan

謙 Qian – Il contenersi

亨 heng – fluido

君子有終 jun zi you zhong – il maestro interiore è giunto alla fine di un ciclo (che è insieme l’inizio di un ciclo successivo)

La situazione descritta dal Tuan di questo esagramma è globalmente feconda. Con tutto ciò la situazione descritta dall’esagramma stesso non è facile. Si richiedono coraggio e lucidità, tenacità e modestia. Queste sono le qualità di un personaggio che nello Yijing è descritto come Junzi e che abbiamo tradotto con maestro interiore, cioè un’aspetto della personalità, e un individuo, che cerca di vivere in armonia con il Dao e preferisce seguire il destino che il proprio principio individuativo interiore ha posto dentro di lui, piuttosto che i propri stati emotivi esteriori o quelli dettati da un desiderio non armonico. Egli si serve dello Yijing in questo senso. Questo personaggio è l’emblema di questo esagramma. Con coraggio egli si pone di fronte alle difficoltà e opera in funzione di un fine determinato. Al contempo morbido e solido, avanza senza esitazione con discrezione e discernimento, è capace di contenersi nei passaggi difficili e nei periodi di transizione dove il suo valore gli permette di consolidare l’ultimo passo, il più difficile, per giungere all’altra sponda. Egli si attiene ad un rigoroso esame della realtà, non si disperde nell’inseguire molteplici obbiettivi spesso pretesto per non vedere l’obbiettivo finale. Egli si consacra semplicemente e totalmente al fine che si è posto e si adatta a se stesso, alle proprie caratteristiche, per rendersi in grado di giungere a buon fine. In questo senso egli è discepolo del Dao, cioè di quella natura che sa fluttuare attraverso i cambiamenti delle diecimila cose e mantenere nel contempo una solida centralità attorno a cui ruotare. Se ci abbandoniamo alla immaginazione ci colpisce l’unica linea yang di questo esagramma posta in terza posizione, cioè a livello delle anche e del bacino, che sembra rappresentare un Dan tian colmo di qi yang attorno al quale ruota un corpo rilassato e fluido. Da là nasce il movimento e là torna.

 

Le linee

 6 all’inizio

謙謙 Qian qian  Contenersi, contenersi

君子用 jun zi yong  il maestro interiore trae profitto

涉大川 she da chuan  dall’attraversare il grande corso d’acqua

吉 ji  apertura

Prima linea dell’esagramma uno yin interno a uno yin. Tutto è ancora molto nascosto, ma è qui che può cominciare il processo di manifestazione dell’archetipo qui rappresentato. Il contenersi sta alla base del saper vivere cinese e implica l’idea di una chiarezza e deferenza, di una discrezione che non oltrepassa mai il limite di una parola di troppo[1]. Questo, però, non rappresenta mai una mancanza di coraggio o una sottomissione in qualche modo frustrante. Piuttosto si tratta di mettere alla prova la propria capacità di iniziativa contando sull’opportunità di attraversare il limite rappresentato da un difficile guado. Così troviamo l’espressione mantica che invita a affrontare una situazione impegnativa non come una opportunità armonica ma, piuttosto, come una necessità che potrà portare apertura.

 

6 al secondo

鳴謙 ming Qian  Dar prova di modestia

貞吉 zhen ji   correttezza favorevole

Linea corretta in posizione centrale del trigramma interno, la propria modestia qui si palesa e da prova di sé. Tutto ciò che sorgeva nell’indicazione della linea presente può ora fiorire nella centralità di chi gestisce concretamente le cose sul campo: il Prefetto. Si ribadisce ancora che contenersi non significa sottomettersi umiliandosi, reprimendo la propria energia, ma saper tenere il tempo in una progettualità che si potrà dipanare nel lungo termine.

 

9 al terzo

勞謙 lao Qian  Il contenersi che fatica

君子有終 jun zi you zhong  il maestro interiore ha il bandolo della matassa

吉 ji  apertura

 

Unica linea yang dell’esagramma in una posizione delicata che rappresenta il passaggio tra interno e esterno, qui si concentra il nocciolo della questione. Il maestro interiore, cioè quella parte della struttura di personalità che ha la capacità di una consapevolezza purificata dai turbamenti di ciò che i taoisti chiamano zhuo qi energie torbide o wu hui putride e sporche. La chiarezza, però, contrario della torbidità, giunge alla fine di un lavoro incessante che impedisca la distrazione. Allora, mantenendo la propria identificazione costantemente sul nostro maestro interiore eccoci al bandolo della matassa, al fine che cercavamo. In mezzo allo yin troviamo lo yang nella posizione opportuna.

 

6 al quarto

无不利 wu bu li  Nulla che non sia armonico

撝謙 hui Qian  compitezza

 

La posizione del Ministro, yin come è opportuno che sia, e in relazione di vicinanza con l’unica linea yang dell’esagramma porta con sé di getto una delle formule mantiche più favorevoli dello Yijing. Tutto ciò che si sta sviluppando sta producendo effetti positivi. Ciò che resta fondamentale è la qualità della compitezza che impedisce qualsiasi atteggiamento eccessivo e fuori dalle righe. Nel mondo cinese essere educati nella relazione, spesso, supera la possibilità di essere diretti. Nessun cinese ti dirà mai un “no” secco, piuttosto sarà capace di mandarti a quel paese con grande gentilezza e fare ciò che vuole. Una volta un mio analizzando che faceva l’ingegnere e costruiva gru portuali, vendendole anche ai cinesi, mi raccontò che quando si recava nei grandi porti della Cina e spiegava agli ingegneri cinesi quale fosse il processo di assemblaggio della gru questi con grandissima cortesia lo ringraziavano sorridendo. Poi si riunivano e, ovviamente, decidevano di seguire una procedura del tutto differente ma, certamente, più civile. Chiaramente il mio analizzando doveva ritornare in Cina, a spese del cliente, perché la gru non funzionava. Nessuno, però, era stato mai scortese con lui. Tutto ciò per sottolineare quanto la compitezza, appunto, sia radicata nel mondo culturale degli autori dello Yijing.

 

6 al quinto

不富以其鄰 bu fu yi qi lin  Alcuna abbondanza, usare, (allora) il proprio vicino

利用侵伐 li yong qin fa  armonioso servirsi di un’invasione e sottomettere con le armi

无不利 wu bu li  nulla che non sia armonico

 

Alla quinta linea sovrana il contenimento non è più attuale. Anzi occorre affrontare con piglio guerresco la situazione che presuppone, in termini chiari, una azione militare. L’espressione qin fa significa direttamente invadere, occupare con le armi. Se si continuasse con un atteggiamento volto alla compitezza e al contenimento, che in precedenza sono stati fortemente  consigliati, si incorrerebbe in quell’eccesso che nel pensiero dello Yijing è, comunque, sempre negativo. Come sappiamo la violenza e la virtù militare nel mondo cinese non rappresentano quasi mai la soluzione migliore, ma non in questo caso, ora occorre agire manu militari. La frase mantica dell’ultimo verso ce lo conferma.

 

6 in alto

鳴謙 ming Qian  Mostrare agli occhi di tutti la propria modestia 

利用行師 li yong xing shi  armonico servirsi del muovere truppe

征邑國 zheng yi guo  per marciare su feudi e contrade

 

Sesta linea in corrispondenza con l’unica linea yang dell’esagramma e risuonante con la seconda, qui la strategia del contenersi deve affermarsi con ancora maggiore fermezza. Se il senso della linea precedente, però, indicava una direzione dei propri sforzi bellici diretta verso l’esterno, a questo livello il consiglio è di rivolgersi verso il proprio territorio al fine di sistemare ogni forma di disorganizzazione. Si tratta, quindi, di imporsi una personale disciplina per salvaguardare i propri confini e ristabilire l’ordine. Come quasi sempre avviene ecco il cambio netto di direzione, il mutamento che la linea superiore porta con sé secondo il principio costante della versatilità. Uno yin e uno yang fanno il dao.

 

Qian Xiang

地中有山 di zhong you shan – La terra al centro ha la montagna

謙 Qian – Contenersi

君子以 jun zi yi – il maestro interiore usa

裒多益寡 pou duo yi gua – ridurre il molto aumentare il poco

稱物平施 cheng wu ping shi – considera l’essere per armonizzare e distribuire

La caratteristica della situazione esprime l’atto del darsi un limite aderente alla propria realtà, eliminando ogni forma di sovrabbondanza e, in senso lato, di presunzione. Il termine Qian è rappresentato da un ideogramma formato dai caratteri parole e unire, con il senso di mantenere le parole aderenti ai fatti. Ecco il vero significato dell’umiltà. Essere umili non significa, in senso cattolico dogmatico, fare penitenza, abbassarsi nell’ossequio, spesso ipocrita, a qualcosa o a qualcuno di superiore, bensì operare un rigoroso esame di realtà al fine di trovare una propria identificazione priva di elementi sovrabbondanti e in qualche modo esagerati. Occorre concentrare la propria forza interiore al fine di potersi affermare nella relazione con l’esterno. Questo contenimento evita la dispersione e porta ad una semplicità riservata, conscia dei propri limiti e delle proprie insufficienze. Occorre una condotta calma e solida che permetta di reagire dolcemente ed efficacemente alle sollecitazioni esterne. Il trigramma superiore, Kun, rappresenta uno spazio in cui la forza può esercitare la sua azione. Tale spazio ha, quindi, le caratteristiche dell’accoglienza, mentre, all’interno, il trigramma Ken rappresenta i concetti di immobilità, chiusura, delimitazione, ma, anche, di durezza e ostinazione. La montagna arresta il cammino e spesso delimita i confini, sbarrando la strada al nemico. Questa intransigenza e fermezza nel delimitare i propri confini non impedisce, però, di prestare attenzione agli altri. Non si tratta di rimanere inerti senza agire al di là dei limiti posti dalle proprie caratteristiche personali o dalle situazioni contingenti; ciò significherebbe non saper distinguere tra riservatezza e vigliaccheria. Questa dirittura, diremmo quasi morale, implica un rigore e una combattività particolarmente importanti rappresentati dalla sola linea yang dell’esagramma, posta nel luogo di passaggio dall’interiore all’esteriore. La forza che si concentra in questo luogo, pur difficile da governare, non esiterà a trasformarsi in azione energica al momento adeguato. Sapersi piegare come un bambù per raddrizzarsi con forza è una similitudine nota a tutti coloro che hanno familiarità con le arti marziali. Nel contesto dello Yijing, il personaggio simbolico del discepolo realizzato, dell’uomo vero, rappresenta l’emblema di questo sottile dosaggio di fermezza e morbidezza. Questa è una delle situazioni in cui la propria forza di carattere è più sollecitata. La dominante yin dell’esagramma dipinge una tonalità di lavoro rigoroso, accompagnata da morbidezza e agilità. Non si tratta, però, solamente di un lavoro interiore: lo sforzo sostenuto e richiesto dalle circostanze si deve manifestare a tutti i livelli. Si tratta di proteggere e affermare il proprio territorio. Il termine Shi è rappresentato dagli ideogrammi bandiera e davvero, cioè l’affermazione di sovranità di un territorio, il piantare la propria bandiera su di un territorio. Risulta quindi chiaro che il senso di questo esagramma va ben oltre la descrizione di un atteggiamento di umile rassegnazione, di umiliazione, ma rappresenta l’affermazione dei propri confini, nella consapevolezza della realtà fattuale.

 

[1] vd. l’etimologia del carattere Qian